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Ortskommandantur, Vittorio Veneto 1918

Quando nel 1866 il Re d’Italia Vittorio Emanuele II visitò questa cittadina che portava il suo nome, il centro era poco più di un’area verde. Nel 1917 risultava ordinato dalla presenza del lungo viale alberato affiancato da graziosi villini e nel punto mediano vi erano il Municipio, inaugurato nel 1882, la piazza quadrangolare, gli eleganti giardini e la stazione ferroviaria. Nel 1934 il podestà Giacomo Camillo De Carlo, Medaglia d’Oro al V.M. realizzò le fontane e gli alti pennoni sui cui basamenti pose il motto della città VICTORIA NOBIS VITA. Solo nel 1968 venne eretto il “Monumento ai Caduti di tutte le guerre“.

Durante l’Anno dell’Invasione l’amministrazione pubblica, profuga a Bologna, era retta dal Commissario Prefettizio Francesco Gervasi. Nel Municipio si insediò l’Ortskommandantur, l’ufficio del governatore militare per la popolazione civile rimasta. Il ruolo di Sindaco, seppur privo di poteri, fu assegnato a Francesco Troyer che insieme al Vescovo Eugenio Beccegato fu uno dei pochi interlocutori riconosciuti dalle autorità militari di occupazione. In quell’annola piazza era animata da vittoriesi che attendevano pazientemente il loro turno per poter accedere agli uffici del Municipio dove chiedere cibo, documenti, permessi.. L’obiettivo quotidiano era trovare il modo di superare i tanti obblighi e divieti che ogni giorno venivano emanati rendendo la vita dei vittoriesi davvero difficile.

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