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Lavanderie, Vittorio Veneto 1918

Questa strada ricorda Giuseppe Pasqualis che nel 1973 giunse a Vittorio per dirigere il neonato Osservatorio Bacologico. A lui spetta il merito della svolta scientifica nell’allevamento del baco da seta, già radicato nel territorio, e di aver coinvolto la popolazione contadina nella selezione del “seme di Vittorio“. A Pasqualis spetta anche l’invenzione del “Gelsolino“, fibra tessile ricavata dalla corteccia del gelso.

Un esercito d’occupazione ha mille necessità non solo militari ma anche pratiche che vanno prontamente affrontate. Ecco allora che gli ampi spazio degli edificio proto-industriali presenti in città vengono subito utilizzati con una vera riconversione delle attrezzature: ad esempio le ampie vasche che prima della guerra servivano per il lavaggio dei bozzoli della seta vennero utilizzate come lavanderie per le divise dei soldati austro-ungarici, attività faticosa svolta soprattutto da lavoratrici vittoriesi. Nello stesso enorme edificio trovarono spazio una mensa e dall’aprile 1918 anche un Ospedale ungherese dalla capacità di 1000 posti letto.

Tutte le immagini sono coperte da diritti di autore di Alessandro Steffan (Reflexbook e Reflexdrone) e non possono essere utilizzate in alcuna forma senza il consenso dell’autore, per informazioni utilizzate il modulo nella sezione contatti.

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