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Istituto Orfani di Guerra, Vittorio Veneto 1918

Dal 1935 al 2015 questo edificio, che evoca l’architettura neogotica, ha ospitato il noviziato dei Missionari della Consolata di Torino. Era stato eretto nel 1903 dall’imprenditore Giuseppe De Mori per avviare una bacologia ed è quindi una importante testimonianza dello sviluppo in senso industriale dell’allevamento del baco da seta che cent’anni fa aveva nel territorio una grande importanza economica e sociale.

Con la prima guerra mondiale l’arrivo degli austro-tedeschi causò nell’immediato distruzioni e inutili sprechi. Ma la fiorente attività serica presente in città non venne danneggiata e per tutto l’Anno dell’Invasione le bacologie e le filande restarono sostanzialmente in funzione fino alla ritirata. Questo edificio industriale è però importante soprattutto per il ruolo che assunse nell’immediato dopoguerra. Per volontà del vescovo di Ceneda, Mons. Eugenio Beccegato, dal dicembre 1919 venne qui accolto l’Istituto per gli orfani di guerra, orfanotrofio maschile che fu attivo per circa 15 anni, diretto prima da Mons. Giovanni Botteon e poi da Mons. Giacomo Bianchini.

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